La PA intelligente: Activa Digital alla 44ª Assemblea di ANCI Piemonte

In occasione della 44ª Assemblea annuale di ANCI Piemonte, istituzioni, mondo accademico e imprese si sono confrontati sul ruolo strategico dei data center e sulle nuove sfide della trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.

 

Sabato 3 ottobre, Activa Digital ha partecipato alla 44ª Assemblea di ANCI Piemonte, ad Alba, prendendo parte al panel “La PA intelligente. Le infrastrutture strategiche nazionali: il caso dei data centre”, dedicato al ruolo delle infrastrutture digitali e al dialogo tra pubblico e impresa.

Per Activa Digital è intervenuto Pierluca Zangari, Head of Enterprise Infrastructures, che ha portato nel confronto l’esperienza maturata al fianco degli enti: dalla conoscenza del patrimonio informativo alla migrazione, fino al governo economico, operativo e strategico degli ambienti cloud.

Al panel hanno partecipato:

  • Marco Gallo, Assessore della Regione Piemonte con deleghe allo sviluppo e promozione della montagna, aree interne e GAL
  • Sandro Baraggioli, Presidente di Confservizi Nord-Ovest
  • Marco Mellia, Professore del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino
  • Daniele Pane, Sindaco del Comune di Trino
  • Luca Beltramino, Presidente di IDA – Italian Datacenter Association
  • Michele Zunino, Presidente del Consorzio Italia Cloud
  • Pierluca Zangari, Head of Enterprise Infrastructures di Activa Digital

Moderatore: Francesco Andriani, Presidente nazionale di AssoRTD – Associazione Nazionale Responsabili per la Transizione Digitale.

Data center: infrastrutture strategiche per territori e Paese

Perché le infrastrutture IT sono sempre più al centro della politica nazionale e locale? Investire nella realizzazione e nell’efficientamento dei data center significa lavorare su un asset strategico per il Paese, capace di incidere sulla competitività, sulla sicurezza dei dati e sulla qualità dei servizi pubblici.

La loro espansione coinvolge direttamente territori e amministrazioni, chiamati a governarne l’insediamento e gli impatti, ma anche a coglierne le opportunità in termini di investimenti, occupazione qualificata, innovazione e sovranità digitale.

Tra gli esempi richiamati durante il panel, il progetto del data center nell’area dell’ex centrale Galileo Ferraris di Trino prevede un investimento di circa 4 miliardi di euro e una potenza complessiva fino a 400 MW. Le stime indicano circa 1.200 lavoratori durante la costruzione, con punte superiori alle 2.000 unità, e, a regime, 300-350 professionisti altamente qualificati, oltre a un indotto stimato in circa 1.000 ulteriori posti.

Energia e sostenibilità

La crescita di infrastrutture ad alta capacità, pone necessariamente al centro anche la questione sull’impatto ecolologico, un tema, che che per l’Italia e l’Europa rappresenta un importante punto d’attenzione e per il quale, è già in attuazione un piano ad hoc che inidica l’adozione delle regole da seguire come: il riuso delle acque, il contenimento dell’impatto ambientale e il recupero del calore prodotto. Ricerca, competenze tecniche e istituzioni sono quindi chiamate a collaborare per coniugare sviluppo digitale e sostenibilità.

Il contributo di Activa Digital come Cloud Enabler

Nel suo intervento, Pierluca Zangari, Head of Enterprise Infrastructure di Activa Digital, ha esposto ai presenti il punto di vista di chi quotidianamente accompagna gli enti in questo percorso di trasformazione digitale.

Come Cloud Enabler infatti, Activa Digital ha il compito di affiancare le amministrazioni nella costruzione di percorsi cloud consapevoli, sostenibili e coerenti con le esigenze del territorio e con gli obiettivi della Strategia Cloud Italia.

Lo speech ha riguardato in particolare i servizi di migrazione, ponendo l’accento su tre punti chiave:

  • L’importanza di classificare dati e servizi
  • Governare i costi del cloud nel tempo
  • Responsabilità condivisa tra enti e imprese
1. Classificare dati e servizi

Il primo passo è conoscere il patrimonio informativo dell’ente. Inventari applicativi incompleti, software stratificati nel tempo e dati con diversi livelli di criticità possono rendere complessa la migrazione.
La classificazione prevista dal regolamento dell’ACN non rappresenta quindi un mero adempimento ma la base per individuare l’infrastruttura più adeguata e il livello di qualificazione richiesto al fornitore.

 

Il primo investimento non è in tecnologia, è nel conoscere il proprio patrimonio informativo. Chi lo conosce migra meglio e spende meno.

 

2. Governare i costi del cloud nel tempo

Il cloud trasforma gli investimenti iniziali in costi operativi ricorrenti. Attraverso un approccio FinOps, gli enti possono monitorare i consumi, dimensionare le risorse sulle reali necessità, eliminare gli sprechi e pianificare i canoni nel bilancio pluriennale. La sostenibilità economica dipende quindi dalla capacità di continuare a governare l’infrastruttura anche dopo la migrazione.

 

Il cloud non costa meno per definizione. Costa meno se qualcuno, dentro l’ente, lo guarda ogni mese.

 

3. Definire una responsabilità condivisa

Il fornitore gestisce l’infrastruttura, ma accessi, configurazioni, backup e protezione dei dati restano sotto la responsabilità dell’ente. Contratti chiari, competenze interne e procedure condivise sono indispensabili per governare i servizi e intervenire tempestivamente in caso di incidente.

In questo scenario, il Responsabile per la Transizione Digitale assume un ruolo centrale nel governo tecnico del contratto. Per i Comuni più piccoli, la gestione associata può rappresentare una risposta efficace, permettendo di condividere competenze e professionalità tra più enti.

La sovranità digitale come capacità di scelta

Per una Pubblica Amministrazione, la sovranità digitale si traduce in domande concrete: dove sono conservati i dati? Chi può accedervi? In quali tempi e formati possono essere restituiti se l’ente decide di cambiare fornitore?

 

Un ente che non sa rispondere alla terza domanda non ha scelto un fornitore.
Ne è diventato dipendente.

 

Garantire la portabilità dei dati, evitare forme di lock-in e mantenere il controllo sulle informazioni pubbliche significa tutelare l’autonomia degli enti e la continuità dei servizi rivolti ai cittadini.

Il PSN e il ruolo strategico dei Cloud Enabler

In questo percorso, il Polo Strategico Nazionale rappresenta una componente essenziale della Strategia Cloud Italia: un’infrastruttura ad alta affidabilità e resilienza, progettata per ospitare dati e servizi critici e strategici della Pubblica Amministrazione e rafforzare la sicurezza e l’autonomia digitale del Paese.

L’infrastruttura, tuttavia, è solo una parte del percorso. Per tradurne le potenzialità in servizi pubblici più sicuri ed efficienti servono competenze capaci di accompagnare gli enti dall’analisi iniziale alla migrazione, fino alla gestione continuativa di costi, prestazioni, sicurezza e responsabilità.

È in questo spazio che Activa Digital interpreta il proprio ruolo di Cloud Enabler per l’Italia: non limitarsi a trasferire dati e applicazioni ma rendere il cloud governabile, sostenibile e realmente utile alle amministrazioni e ai cittadini.

Il valore del dialogo

Il confronto promosso da ANCI Piemonte ha confermato l’importanza di costruire uno spazio stabile di collaborazione tra settore pubblico, imprese e università: le amministrazioni portano la conoscenza dei territori e dei bisogni dei cittadini; le imprese mettono a disposizione competenze progettuali e tecnologiche; università e centri di ricerca contribuiscono con innovazione e sviluppo di nuove competenze. Ed è attraverso questo dialogo che i servizi innovativi possono trasformarsi in una capacità concreta per il Paese.

 

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